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Al business game Smea vince “Dairy delight”

 

Da molti anni, i business game sono parte integrante del percorso di formazione del Master in agrifood business e della Laurea magistrale in Agricultural and food economics della Smea. E anche quest’anno non fa eccezione.  All’Alta scuola dell’Università Cattolica di Cremona il game è da sempre basato sul software EuroFood, costantemente aggiornato, come ci spiega il professor Fulvio Ulessi, docente Smea, partner di Management Utilities e tra i maggiori esperti italiani di business game, forte di un trentennio di professione.

 

Una competizione molto realistica

Nel Game conclusosi in questi giorni, i manager virtuali si sono scoperti strateghi e tattici, affinando le scelte per minimizzare i rischi (soprattutto) più che per tentare di cogliere opportunità temerarie.

Né è uscita una competizione che ha visto premiati i più coerenti e costanti, che non hanno rinunciato a investire anche nell’ultimo periodo, consolidando l’immagine e la qualità della loro azienda virtuale.

Nel complesso abbiamo avuto una competizione molto equilibrata senza che sia emerso lo strapotere di un vero leader di mercato. Situazione che ha alimentato l’incertezza e limitato le velleità di spingersi a ricercare vantaggi di volume.

Questa situazione ha giovato ai meno solidi che sono “sopravvissuti” decorosamente e che hanno chiuso la gestione con risultati economici complessivamente positivi seppure molto più contenuti rispetto ai gruppi di maggior successo.

 

Vince il “lungo periodo”

Si è confermata la tradizione che vuole i leader della prova vincitori non confermarsi poi nella sfida di lungo periodo, dove si tocca con mano che la strategia vincente non può essere di breve respiro ma deve guardare ad orizzonti più lunghi. E l’orizzonte della sfida è stato di 8 giocate (4 anni divisi in semestri). Nei quali il consolidamento su entrambi i canali commerciali (Grande Distribuzione e HoReCa) di prodotti di spessore ha avuto la meglio rispetto a chi ha cercato di instaurare una guerra di prezzi che ha premiato solo in qualche sporadico momento. E questo è uno degli insegnamenti importanti di questa sessione del business game, in cui la coerenza tra aggressività commerciale ed equilibrio economico-finanziario ha permesso ai migliori di evitare tracolli temporanei dovuti a carenze di liquidità che hanno impattato sull’incapacità di produrre e di far fronte alle richieste della clientela.

 

La classifica

Prima la squadra Dairy delight composta da Maximillian Grimm, Clara Durosini, Matteo Melillo e Lina Sommer.

Secondo il team Beccati sto cheese con Gabriele Polimeni, Massimo Genna e Simone Bergamini

Terzi Giulia Panetta, Davide Ferrari, Paolo Agudelo Diaz e Elisa Mei con Neos Eroe Emmenthaler

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