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Studiare alla Smea significa trovare un buon lavoro

5 maggio2022

La quasi totalità dei laureati magistrali in Agricultural and food economics trova un impego soddisfacente e in un ampio panorama di ambiti professionali

 

È altissimo, pari al 94%, il tasso di occupazione registrato mediamente negli ultimi cinque anni tra i laureati Magistrali in Agricultural and food economics della Smea, l’Alta scuola di management ed economia agroalimentare dell’Università Cattolica di Cremona.

«Sono numeri che indubbiamente ci danno molta soddisfazione – ci riferisce il professor Paolo Sckokai, Ordinario di Economia agroalimentare e coordinatore della Laurea magistrale Smea. Si tratta di un tasso che da molti anni permette a Smea di ricevere l’accreditamento Asfor (Associazione italiana per la formazione manageriale) e il patrocinio di Federalimentare. Peraltro – aggiunge Sckokai – dobbiamo considerare che con ogni probabilità la percentuale sarebbe ancora maggiore se al conteggio non sfuggissero, inevitabilmente, alcuni studenti stranieri per i quali non sempre, tornati nei rispettivi paesi, riusciamo ad avere notizie e informazioni».

Perché se c’è una caratteristica che connota la Magistrale Smea in Agricultural and food economics è proprio la vocazione internazionale. In primo luogo, perché i corsi sono interamente erogarti in lingua inglese, e questo attira a Cremona molti studenti stranieri, basti pensare che – sempre negli ultimi cinque anni – le matricole provenienti dall’estero sono state quasi il 17% del totale degli iscritti. 
                                   

In secondo luogo, a segnalare l’inclinazione internazionale di quello che è un vero e proprio Master of sciences ci sono i tanti e intensi rapporti con gli atenei di mezzo Mondo. A cominciare dall'Università di Wageningen nei Paesi Bassi, una delle più prestigiose al Mondo in campo agroalimentare, con la quale Smea condivide un double degree. Ciò permette agli studenti dei due atenei di frequentare il secondo anno del loro corso di studi presso l'università partner e, al termine dei corsi, grazie al mutuo riconoscimento degli esami, di conseguire entrambi i titoli.

 

Sbocchi occupazionali

 

Ma i laureati in Agricultural and food economics, che sbocchi professionali hanno? All’Alta scuola dell’Università Cattolica di Cremona hanno fatto qualche elaborazione statistica ed è emerso che le principali tipologie occupazionali sono state nel settore dei servizi (20%), nell’industria alimentare (20%), nella distribuzione organizzata (14%), nella ricerca (10%), in agricoltura (8%). Ma con percentuali più basse non mancano istruzione, pubblica amministrazione e settore assicurativo.

Un panorama molto variegato, dunque, che va al di là del solo settore agroalimentare.

Sono peraltro dati che alla Smea non stupiscono, perché la formazione offerta dalla Laurea magistrale ha la duplice valenza di fornire un’alta specializzazione agrifood, ma anche strumenti analitici e manageriali ad ampio spettro; che permette molte possibilità lavorative.

 

 

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