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Nustristar: al centro assistenza e consulenza all'allevamento

Se per molte aziende l'area ricerca&sviluppo rappresenta un fattore importante, per Nutristar raggiunge un carattere strutturale. Ancor meglio: è un driver costitutivo che determina l'approccio ai clienti, che per la maggior parte sono stalle da latte.

Si tratta di un'azienda giovane e dinamica, che sviluppa tecnologie innovative per la produzione di mangimi "ad alta sicurezza e alta efficienza", nonché i sistemi più avanzati per l'assistenza tecnica dei produttori di latte. E proprio da qui, dalla consulenza e dai servizi offerti agli allevatori emerge un modello di business innovativo che ha consentito negli ultimi anni a Nutristar una crescita a doppia cifra in un mercato in costante contrazione.

Dell'azienda e di questo approccio ha parlato Caterina Ulgheri, product manager Nutristar, in un seminario organizzato alla Smea per gli studenti del Master e della Laurea Magistrale.

Scoprendo subito le carte del loro modello di business: il primo impegno dell'azienda nell'avvicinarsi a una stalla è comprenderne a fondo la situazione. «Ma per fare questo – spiega Ulgheri – servono numeri che, attraverso analisi e osservazioni, devono essere affidabili, concreti, ripetibili. Il fine è contribuire a migliorare l'allevamento e lo stato sanitario degli animali: una nutrizione ben fatta significa benessere e stabilità nel tempo».

In questo ambito, Nutristar ha sviluppato "Ruminology" un insieme di analisi chimiche e fisiche della dieta e delle sue componenti. Nel dettaglio, il sistema fornisce un certificato analitico con oltre 100 dati. Numeri che vengono elaborati da Ruminology RY+ un software che permette di formulare una dieta equilibrata per bovini al fine di controllarne i parametri nel tempo. Il metodo inizia dalla valutazione dei risultati delle analisi fisiche e chimiche dei campioni sia di unifeed che di foraggi insilati o essiccati. Ruminology RY+ permette di confrontare i fabbisogni alimentari teorici con quelli reali elaborati dalle analisi e di valutare la potenzialità dell'alimento di soddisfare i fabbisogni nutrizionali in rapporto alla produzione di latte.

«Questo lavoro permette alla stalla – conclude Caterina Ulgheri – di ottenere un "conto economico" realistico, individuare eccessi o carenze, evitare sprechi e massimizzare la redditività e le performance dell'allevamento; anche al fine di arrivare a una dieta con più foraggi e meno mangimi».

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