Premiata una ricerca Smea su salute e comportamenti alimentari

Presentazione

Parla di salute e di corretti comportamenti alimentari il lavoro di Elena Castellari, la ricercatrice Smea che è stata appena insignita del prestigioso primo premio Antonio Cioffi istituito da Sidea – Società italiana di economia agraria – quale miglior tesi di dottorato dell'anno accademico 2014/2015. Non è la prima volta che una ricerca Smea riceve il premio Cioffi, l’anno precedente un'altra ricercatrice Smea, Linda Arata, aveva ricevuto lo stesso riconoscimento con la tesi “The Role of EU Agri-environmental Programmes: a Farm Level Analysis by Propensity Score Matching and by Positive Mathematical Programming Incorporating Risk."

La ricerca, intitolata Three Essays on Food Policy and HealthConsumption Patterns, è stata condotta negli Stati Uniti, presso l’University of Connecticut, e ha analizzato alcune delle attuali problematiche relative alle politiche alimentari e alle abitudini di consumo. L'obiettivo di lungo periodo è arrivare a comunità che mettano salute e sostenibilità al centro delle loro priorità.

Il primo capitolo – tra l'altro citato recentemente nel blog del Wall Street Journal – studia l’effetto delle politiche di sostegno alla spesa alimentare negli Stati Uniti (i cosiddetti Food stamps) sul consumo di diverse categorie di alimenti, soprattutto di bevande alcooliche.

Il secondo capitolo è parte di uno studio finanziato dal Cornell Center for Behavioral Economics in Child Nutrition Program e analizza alcuni comportamenti nelle mense scolastiche con lo scopo di stimolare cambiamenti verso scelte di consumo più salutari.

Entrambi i casi di studio trattati si ispirano al concetto di “paternalismo libertario” secondo il quale l’intervento delle pubbliche istituzioni nel comportamento degli individui viene implementato rispettando la libertà di scelta del soggetto stesso. Questo approccio prevede un attento studio di trend comportamentali che possano essere utilizzati per correggere alcuni “vizi” che hanno un qualche effetto sociale negativo. 

Infine, nell’ultimo capitolo si analizza l’effetto delle strategie di marketing della grande distribuzione organizzata, quali assortimento di scaffale e promozioni,sulla volatilità dei prezzi al consumo, un argomento di grande interesse visto l’aumento del tasso di povertà degli ultimi anni. Questo ultimo lavoro è uno dei frutti del progetto Transfop (Transparency of Food Prices), finanziato dal Settimo Programma Quadro dell’Ue, al quale il team del dipartimento di Economia Agroalimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha partecipato come partner.

Data
24 settembre 2015